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Come fotografare la savana

Fotografia

Come fotografare la savana

Beatrice Barazzetti · 30 maggio 2026 · 2 min di lettura

Appunti dal campo delle nostre guide safari: la luce, la pazienza e l'attimo prima dell'attimo.

In savana l'ora d'oro è breve. Vicino all'equatore, in Kenya e nel nord della Tanzania, avete circa quaranta minuti utili dopo l'alba e prima del tramonto. Tutto quello che avete letto sulla composizione conta meno dell'essere nel posto giusto quando arriva quella luce, e questa è una questione di organizzazione più che di fotografia.

Fotografate basso. Il finestrino di un fuoristrada sta a circa due metri da terra e appiattisce tutto. Chiedete alla guida di avvicinarsi di lato e non frontalmente, di spegnere il motore e di aspettare. Gli animali si rilassano in pochi minuti davanti a un veicolo fermo, e un animale rilassato si comporta normalmente: è esattamente quello che volete fotografare.

Esponete per le alte luci. All'alba il cielo ha molta più luce dell'animale che avete davanti: sottoesponete di circa due terzi di stop e recuperate le ombre in post produzione. Polvere e controluce faranno il resto.

Portate un tele e un grandangolo. Uno zoom 100-400 copre quasi tutti i game drive, mentre il grandangolo si guadagna il posto al campo, sulla pista d'atterraggio e nei giorni in cui il soggetto è il paesaggio. Un sacchetto di appoggio sul finestrino è più utile di un treppiede.

Chiedete sempre prima di fotografare le persone. Nelle comunità masai e samburu un ritratto è una relazione, non una transazione, e la guida saprà come presentarvi. Quando è consuetudine un contributo, concordatelo prima e pagatelo direttamente.

Periodo migliore: i mesi secchi da giugno a ottobre concentrano la fauna intorno all'acqua, mentre l'erba alta della stagione verde, indicativamente da marzo a maggio, regala i cieli più belli. Se l'obiettivo sono gli attraversamenti dei fiumi durante la migrazione, puntate tra fine luglio e settembre, accettando che la natura segua il proprio calendario.

Un'ultima cosa: almeno una volta per ogni uscita, posate la macchina fotografica. La fotografia che non scattate è spesso quella che ricordate meglio.


Scritto da Beatrice Barazzetti per il Journal di Dream Destination.

La rubrica

Una lettera al mese. Solo quando abbiamo qualcosa che vale la pena dire.

Nuovi viaggi, appunti dalle nostre guide e qualche fotografia che vi farà prendere ferie.

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