Colori, strati, peso del bagaglio e le poche cose che fanno davvero la differenza.
Per un safari serve meno di quanto pensi. Passi gran parte della giornata seduto in un fuoristrada, la sera ceni al campo e in molte strutture c'è un servizio di lavanderia. Il problema, semmai, è il contrario: i piccoli aerei che collegano i parchi hanno limiti di peso stretti. Ecco come fare una borsa leggera senza dimenticare niente di importante.
I colori giusti
Vesti con colori neutri: kaki, beige, sabbia, verde oliva, marrone, grigio chiaro. Si sporcano meno, non attirano l'attenzione degli animali e reggono il caldo.
Evita il blu scuro e il nero. In alcune zone, per esempio a Tarangire, sul lago Manyara e in parti del Serengeti, ci sono le mosche tse-tse, attirate proprio da questi colori: non a caso le trappole che vedi nei parchi sono teli blu e neri. Evita anche il bianco, che dopo un'ora di pista è già color polvere e in savana si nota da lontano.
Niente mimetico. In alcuni paesi africani, come Zimbabwe e Zambia, i civili non possono indossarlo, e anche in Tanzania e in Sudafrica è riservato ai militari o comunque sconsigliato. Vale per giacche, cappelli, zaini e vestiti dei bambini.
A strati, perché all'alba fa freddo
Pensa all'Africa calda e ti ritrovi a battere i denti alle sei del mattino. Le uscite partono prima dell'alba, spesso su veicoli aperti, e l'aria in movimento raffredda. Nell'inverno australe, tra giugno e agosto, nel Kruger e in Namibia di notte si scende sotto i 10 gradi. Sul bordo del cratere di Ngorongoro, oltre i 2.000 metri, la sera fa freddo tutto l'anno.
La soluzione è vestirsi a strati e togliere man mano:
- magliette traspiranti a maniche corte e lunghe;
- una camicia leggera a maniche lunghe, utile anche contro sole e zanzare;
- un pile o un maglione leggero;
- una giacca antivento, impermeabile se viaggi nella stagione delle piogge;
- per l'inverno australe, berretto, guanti leggeri e una giacca imbottita compatta;
- un foulard o uno scaldacollo per la polvere.
Ai piedi bastano scarpe chiuse e comode, più un paio di sandali per il campo. Il costume serve: molti lodge hanno una piscina.
La borsa: morbida e leggera
Sui voli con piccoli aerei che atterrano sulle piste dei parchi, il limite in Kenya e Tanzania è spesso di 15 kg a persona, bagaglio a mano compreso. In Namibia e su diverse tratte in Sudafrica si arriva in genere a 20 kg, a volte con qualche chilo in più per il bagaglio a mano. Macchina fotografica e obiettivi rientrano nel conto.
La borsa deve essere morbida, tipo borsone, senza telaio rigido: va infilata in una stiva piccola. Le misure massime cambiano da compagnia a compagnia, quindi controllale prima di comprarla. Se il viaggio continua al mare o in città, la valigia grande di solito si può lasciare in deposito e recuperare dopo il safari.
Le cose che servono davvero
- Un binocolo per persona: un 8x42 o un 10x42 va benissimo. Condividerne uno in due vuol dire perdersi metà degli avvistamenti.
- Una lampada frontale. Nei campi senza recinzione, dopo il tramonto, di solito ti accompagna in tenda un addetto, ma per muoverti dentro la tenda la frontale è comoda.
- Protezione dal sole: crema ad alta protezione, cappello a tesa larga, occhiali da sole, burrocacao con filtro. Vicino all'equatore il sole picchia anche quando l'aria è fresca.
- Un repellente per insetti e maniche lunghe al tramonto. Quale repellente usare, e se serve una profilassi antimalarica, lo decidi con il tuo medico; le indicazioni aggiornate per ogni paese sono su viaggiaresicuri.it.
- Adattatori per le prese. In Kenya e Tanzania si usa in genere la presa inglese a tre poli piatti (tipo G); in Sudafrica e Namibia la presa a tre poli tondi grandi (tipo M), con il tipo N negli edifici più recenti in Sudafrica.
- Un power bank, nel bagaglio a mano, e qualche sacca di stoffa per tenere in ordine vestiti e biancheria sporca.
Contanti per le mance
Nei safari le mance a guide, tracker e personale del campo sono un'abitudine diffusa. Molti campi hanno una cassetta comune per lo staff, mentre la guida si ringrazia a parte. Porta contanti in banconote di piccolo taglio. In Kenya e Tanzania il dollaro americano è accettato quasi ovunque, ma porta banconote recenti: in Tanzania quelle stampate prima del 2009 vengono spesso rifiutate. In Sudafrica e Namibia usa la valuta locale. Sulle cifre, chiedi al campo quali sono le consuetudini.
Cosa lasciare a casa
- I sacchetti di plastica. In Kenya sono vietati dal 2017 e in Tanzania dal 2019, anche nel bagaglio: se li hai, all'arrivo possono essere sequestrati. In Tanzania sono tollerate le bustine trasparenti richiudibili per i liquidi, a patto di riportarle a casa. Dal 2020, nelle aree protette del Kenya, sono vietati anche bottigliette, posate, piatti e cannucce di plastica monouso: porta una borraccia.
- Abiti mimetici, per i motivi visti sopra.
- Il drone: nei parchi di Kenya e Tanzania non lo puoi usare senza autorizzazioni che i turisti di fatto non ottengono.
- Profumi e creme molto profumate, che attirano gli insetti.
- Vestiti eleganti: a cena al campo nessuno si cambia per l'occasione.
- Gioielli di valore.
In breve
Colori neutri, niente blu scuro, nero, bianco o mimetico. Strati per l'alba. Borsone morbido, entro i 15 kg in Africa orientale. Binocolo, frontale, sole, repellente, adattatori, contanti di piccolo taglio. Niente plastica in Kenya e Tanzania.
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La redazione di Dream Destination




