Strati, scarponi e qualche dettaglio pratico per il vento, il sole e i sentieri del sud.
In Patagonia puoi passare dal sole alla pioggia portata di traverso dal vento nel giro di un'ora, anche a gennaio. Non serve una valigia enorme: servono i capi giusti, pensati per stare insieme. Qui trovi cosa portare, cosa lasciare a casa e qualche dettaglio pratico su soldi, prese e lavanderie.
Tre strati, non di più
- Primo strato in lana merino, a maniche lunghe: scalda anche quando è umido e regge più giorni senza prendere odori.
- Strato intermedio leggero: un pile o un piumino sottile che si comprime nello zaino.
- Guscio davvero antivento e impermeabile, con cappuccio regolabile.
Il vento della Patagonia non è tanto freddo quanto continuo, e una giacca che lo ferma ti serve più di qualsiasi imbottitura in più. Sopra i pantaloni da trekking aggiungi un sovrapantalone impermeabile. El Calafate ha un clima semiarido e piove poco, ma intorno a Torres del Paine la pioggia può arrivare in ogni mese dell'anno.
Vento: mani, testa e collo
A Torres del Paine il vento è più forte tra novembre e gennaio, proprio in alta stagione, e le raffiche possono superare i 70 km/h. Porta guanti leggeri e un berretto anche in piena estate: la mattina presto e sui passi il vento fa sembrare la temperatura molto più bassa. Uno scaldacollo tubolare ti protegge da vento e sole insieme. Un cordino per gli occhiali e un cappello che si allaccia sotto il mento ti evitano di inseguirli lungo il sentiero.
Scarponi e piedi
Scarponi con cui hai già camminato almeno cinquanta chilometri. I primi giorni di trekking non sono il momento di scoprire dove fanno male. Meglio impermeabili, con una suola che tiene su pietre e fango. Porta calze di lana e un paio di ricambio sempre nello zaino. I cerotti per le vesciche vanno nello zaino da giorno, non in valigia. Per la sera basta un paio di scarpe comode e leggere.
Lo zaino da giorno
- zaino da 20 o 30 litri, con copri-zaino o una sacca stagna all'interno
- guscio e strato intermedio, anche se parti con il sole
- guanti, berretto e scaldacollo
- crema solare, burrocacao con protezione e occhiali da sole
- borraccia da almeno un litro e qualcosa da mangiare
- cerotti per le vesciche e un piccolo kit di primo soccorso
- una lampada frontale se parti prima dell'alba
- un sacchetto per riportare indietro i tuoi rifiuti
Il sole
La protezione solare conta più di quanto pensi. Così a sud l'ozono è sottile: in primavera il buco dell'ozono sopra l'Antartide a volte si allunga fino all'estremo sud del continente. In più la luce riflessa dal ghiaccio e dai laghi è forte. Crema ad alta protezione, cappello con visiera e occhiali da sole di buona qualità (categoria 3 o 4) sono indispensabili. Aggiungi una mascherina per dormire: a gennaio la luce dura circa 17 ore.
Guardaroba, lavanderie e confine
Un paio di pantaloni che puoi rovinare e un paio con cui andresti volentieri a cena. Il guardaroba finisce qui. A El Calafate e a Puerto Natales ci sono lavanderie che lavano a peso e spesso riconsegnano in giornata: lavare costa meno che pagare il bagaglio in eccesso.
Se passi dall'Argentina al Cile, per esempio da El Calafate a Puerto Natales, non portare frutta fresca, carne, salumi, formaggi, uova o miele. Il controllo al confine è rigoroso e le multe sono alte. Dichiara sempre il cibo che hai con te.
Soldi, prese e fotografia
In Argentina cambio e regole sui pagamenti sono cambiati spesso negli ultimi anni: prima di partire chiedi alla tua banca come conviene pagare. In generale porta due carte di circuiti diversi e un po' di contanti per le piccole spese. Gli sportelli argentini danno solo pesos e possono avere commissioni alte per ogni prelievo; a El Chaltén possono restare senza contanti, quindi preleva prima. In Cile le carte funzionano bene nelle città e si paga in pesos cileni.
Le prese: in Cile sono di tipo C e L, le stesse che usi in Italia. In Argentina la presa ufficiale è di tipo I, con lamelle piatte a V: serve un adattatore. Un adattatore universale risolve entrambi i paesi.
Per la fotografia, lascia a casa il treppiede, a meno che tu non voglia fotografare il cielo di notte: quasi sempre vince il vento. Un filtro polarizzatore, invece, ti sarà utile ogni giorno sui ghiacciai. Porta una batteria di ricambio, un panno per pulire l'obiettivo dagli spruzzi e una sacca stagna per la fotocamera.
Periodo migliore
- Da novembre a marzo: la stagione principale. Gennaio e febbraio sono i mesi più caldi e più affollati.
- Novembre e dicembre: giornate lunghe e meno gente che in piena estate, ma vento spesso molto forte.
- Tra fine marzo e aprile: i sentieri si svuotano e i boschi di lenga diventano rossi e gialli. Le giornate si accorciano, a Torres del Paine sono tra i mesi più piovosi e alcune strutture chiudono per la stagione.
Vuoi un viaggio costruito così? Raccontacelo in una call gratuita.
La redazione di Dream Destination




